| L'
ASCOLTO DELLE PAROLE DISCRETE |
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La
scuola assieme alla famiglia dovrebbero costituire i luoghi
privilegiati
dove il fanciullo possa porre delle domande e ricevere
delle risposte, libero di parlare perché sicuro di essere
ascoltato. Privare il ragazzo di questa possibilità, significa
contribuire attivamente al mantenimento di un atteggiamento ipocrita
basato sulla negazione di aspetti della vita quali il dolore
e la morte che pur essendone parte integrante ci si illude di
eliminare soltanto evitando di parlarne.
La
dott.ssa Amanda Castello, psicologa e presidente A.R.T. e la
dott.ssa
Maria Lavezzi, psicologa e segretaria generale A.R.T.
hanno già elaborato e condotto in numerosi istituti un
percorso indirizzato agli alunni delle scuole medie inferiori
e medie superiori chiamato “Parole Discrete”.
Purtroppo
in Italia le esperienze in questo senso sono ancora poco numerose.
La maggior parte degli esperti che si occupano ormai da anni
di cure palliative sollecitano iniziative come quella proposta,
lo testimonia il riconoscimento scientifico della Società Italiana
Cure Palliative e della Federazione Italiana Cure Palliative
che hanno conferito il primo premio all’A.R.T. per l’esperienza “Parole
Discrete” in occasione del X Congresso Nazionale della
Società Italiana di Cure Palliative, svoltosi a Milano
dal 5 all’8 Marzo 2003.
“L’Ascolto delle Parole
Discrete”, ideato e condotto dagli esperti A.R.T.,
ha lo scopo di fornire agli insegnanti utili strumenti per riuscire
ad ascoltare i propri alunni ed intervenire in situazioni di
dolore, sofferenza e lutto.
“L’Ascolto
delle Parole Discrete” è un corso indirizzato
agli insegnanti delle scuole medie inferiori e medie
superiori e risponde all’esigenza di riflettere
sull’esperienza e sul ruolo educativo dell’insegnante
in relazione al tema della fine della vita.
Attraverso
gli interventi proposti direttamente al corpo insegnante in
combinazione con le attività rivolte ai ragazzi, si
intende raggiungere i seguenti obiettivi:
1.
acquisire una capacità di analisi ed elaborazione
dei propri vissuti personali in rapporto al processo del morire,
sviluppando un’attitudine all’ascolto attivo del
proprio mondo interiore;
2. incrementare le conoscenze teoriche inerenti alla psicologia
dell’età evolutiva, con particolare attenzione al
diverso modo che il pre-adolescente e l’adolescente hanno
di considerare la morte in funzione della sua età;
3. sviluppare metodologie di osservazione e di rilevazione dei
problemi comportamentali e funzionali, ed attuare così interventi
educativi individualizzati;
4. fornire una serie di strumenti pratici per stimolare una riflessione
sul dolore, la sofferenza sulla morte e il lutto, avvalendosi
delle capacità creative del ragazzo;
5. saper adottare specifiche modalità di prevenzione e
gestione dei disturbi comportamentali del giovane derivanti da
un approccio errato a tali problematiche;
6. stimolare un’autentica relazione di supporto, accoglienza,
gestione degli stati d’animo e delle reazioni del pre-adolescente
e dell’adolescente nell’affrontare il tema della
fine della vita;
7. incrementare un’attiva collaborazione tra gli insegnanti
per fornire la risposta più efficace alle esigenze espresse
direttamente o indirettamente dagli alunni.
Metodologia
Coerentemente
con le finalità formative, l’approccio
metodologico utilizzato si avvale di:
- lezioni teoriche
- somministrazione di questionari
- giochi psicologici
- lavori di gruppo
- simulazioni e role - playing
- studio e analisi di casi specifici
- trasmissione di videocassette e discussione in gruppo
- attuazione pratica di strumenti didattici quali la scrittura,
la narrazione, il disegno, il gioco, la musica, il teatro, la
somministrazione di test e questionari, il “gruppo di parole”.
Il
presente corso potrebbe stimolare il desiderio di alcuni insegnanti
di mettere in pratica gli strumenti appresi. Potrebbe
anche accadere che taluni docenti abbiano seguito il percorso
formativo per essere in grado di affrontare nelle proprie classi
situazioni problematiche di cui si è già a conoscenza.
Si consiglia allora l’integrazione del corso “L’Ascolto
delle Parole Discrete” con il percorso “Parole Discrete”.
In tal caso ciascun professore sceglierà la classe con
la quale intraprendere “Parole Discrete” ed avrà modo
di vivere un ‘esperienza concreta con i propri alunni seguito
e sostenuto dagli esperti A.R.T.
Si
ricorda che le tematiche affrontate possono fare emergere forti
emozioni.
Il solo percorso “L’Ascolto delle
Parole Discrete” non è sufficiente affinché un
docente, anche di buona volontà, sia in grado in tutta
sicurezza di gestire la delicata situazione. Gli esperti dell’A.R.T.
lavorano da anni in questo ambito e raccomandano la massima prudenza
e umiltà intellettuale per riuscire ad attuare il necessario
approccio alla sofferenza, spesso nascosta, dei ragazzi.